Milan, bocciato il voluntary agreement? "Pronti all'alternativa"

L'ad rossonero Marco Fassone
L'ad rossonero Marco Fassone
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La Gazzetta dello Sport diffonde le prime indiscrezioni circa la possibile (probabile?) bocciatura da parte della Commissione Uefa sulla richiesta del voluntary agreement richiesto dal Milan (la riunione è in programma domani a Nyon ma l'esito negativo sembra scontato) e il commento della società rossonera non si fa attendere: "Arrivano importanti segnali mediatici sul Voluntary Agreement, in attesa del pronunciamento ufficiale e definitivo dell'Uefa. Oltre a dichiarare il proprio massimo e costante rispetto nei confronti dell'istituzione europea, il Milan ha sempre dichiarato di essere pronto ad affrontare l'altra faccia della medaglia e cioè il Settlement Agreement. La proposta di Voluntary partita dalla società rossonera era una novità assoluta in tal senso, non essendoci precedenti a livello politico-calcistico europeo. Il Milan a novembre si era impegnato a fondo per la redazione e la strutturazione del proprio piano".

"Egoisticamente -fa notare Marco Iaria sulla Gazzetta- l'Uefa avrebbe solo da guadagnare da un Milan nelle coppe europee: il brand rossonero, nonostante l'appannamento degli ultimi tempi, resta uno dei più riconoscibili su scala internazionale, per di più associato storicamente alla Champions/Coppa dei Campioni. Ma un conto sono le opportunità politiche, un altro le regole. Il voluntary agreement, proprio perché concede un congelamento delle sanzioni, deve rispondere a parametri molto rigidi: non basta fare previsioni sulle voci di bilancio, bisogna anche dare prova della loro fattibilità. E, visto che si parla di una concessione a un club in rosso, la copertura delle perdite va assicurata con una visibilità della consistenza patrimoniale degli azionisti, perché ne va della continuità aziendale della squadra stessa". Il problema vero, a quanto sembra, sarebbe la "consistenza" di Li Yonghong, uomo d’affari sul quale in Cina si sa poco o nulla e che recentemente è finito nel mirino del New York Times, in particolare per la misteriosa miniera di fosforo. L'appesantimento del bilancio 2017-18 (e di quelli successivi) per via della costosissima campagna acquisti dell'estate scorsa ha aggiunto un ulteriore elemento alle valutazioni di Nyon, ma il "nodo" sui reali contorni della proprietà andrà sciolto e anche in fretta.

Stefano Piazza