Io, sono leggenda
195 giorni sono passati da quel brutto pomeriggio di Palermo. Un pomeriggio di un annata storta, dove è andato storto tutto quello che poteva andarci. Un istante, un crack e la storia sembrava essere finita. Sembrava, appunto.
Questa sera, lui, non un capitano ma IL capitano, "El Trattor", l'uomo del "triplete", Javier Zanetti sedeva in panchina. Una posizione che non gli si addice: lui è abituato a correre, a sudare, a lottare. Il pubblico, però, è già contento. Solo sei mesi fa era quasi impensabile una sera così. Quando al minuto 10 della ripresa comincia il riscaldamento, "San Siro" esplode in un boato che non si sentiva da tempo: un boato, un ruggito di gioia come non si sentiva nemmeno per i gol di campioni come Ibrahimovic o Vieri. Quando all'80' Mazzarri gli concede gli ultimi dieci minuti della partita, lo stadio sembra illuminato dai riflettori di un concerto rock: sono le decine di migliaia di flash dei tifosi che vogliono immortalare un momento storico.
Javier Zanetti è l'uomo dei record: giocatore in attività con più presenze in serie A e secondo in assoluto con 603 partite, giocatore con più presenze in Champion's League da capitano, tanto per citarne alcuni. E', insieme a Francesco Totti, l'ultima bandiera rimasta in un calcio dove sono i soldi a contare e non i colori o le maglie. Lui la sua di maglia ce l'ha cucita addosso. Quei colori ce li ha stampati nel cuore.
Il suo sorriso e le sue lacrime alla fine della partita, quando la curva gli tributa una standing ovation riservata a pochi beniamini, sono uno spot grandioso per il calcio "malaticcio" degli ultimi anni. Il pubblico, il suo pubblico, lo ringrazia e lui mette la mano sul cuore e bacia la maglia commuovendosi come un ragazzino al debutto.
Nella sera dell'ultima partita della presidenza di Massimo Moratti, lui, IL Capitano, è l'anello di congiunzione tra il vecchio che passa, Moratti, è il nuovo che avanza, Thoir.
E Zanetti, al termine della partita dichiara, con un sorriso da ragazzino, "La carriera da dirigente? Penso possa aspettare qualche altro anno...".
Lui, è leggenda.